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CORECOM SICILIA – Convegno “NAVIGANTI ALLERTA” l’educazione ai minori nell’utilizzo del web

“I bambini si incontrano con grida e danze sulla spiaggia di mondi sconfinati. Costruiscono castelli di
sabbia e giocano con conchiglie vuote. Con foglie secche intessono barchette e sorridendo le fanno
galleggiare sulla superficie ampia del mare. I bambini giocano sulla spiaggia dei mondi. Non sanno
nuotare né sanno gettare le reti.” (Rabindranath Tagore)

Il Corecom Sicilia (Comitato regionale per le comunicazioni), nell’esercizio della sua funzione delegata
di “Sorveglianza e Tutela dei Minori”, in collaborazione con l’Ambito Territoriale per la Provincia di
Palermo – U.S.R. Sicilia, si è reso patrocinatore della pubblicazione del libro “Naviganti Allerta”, messo
gratuitamente a disposizione delle scuole elementari della Regione siciliana. L’utilizzo del mezzo
informatico da parte dei più piccoli non può e non deve essere impedito. È invece necessario
procedere, fin dalla prima infanzia, verso un’educazione all’uso del computer e del web che possa
prevenire fenomeni di dipendenza da internet o di ritiro sociale all’interno della rete.

PROGRAMMA

Ore 15.00 Sala Gialla – Apertura dei lavori

Indirizzo di saluto:
Giovanni Ardizzone Presidente Assemblea Regionale Siciliana
Rosario Crocetta Presidente Regione Siciliana
Introduzione ai lavori:
Ciro Di Vuolo Presidente Corecom Sicilia
Antonio Martusciello Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Filippo Lucci Presidente Coordinamento Nazionale Corecom
Barbara Evola Assessore comunale Scuola ed Edilizia scolastica
Presentazione Progetto:
Alessandra Palma Responsabile scientifico del progetto
Modera:
Marina Turco Giornalista di Telegiornale di Sicilia
Relatori:
Rosario Leone Dirigente Ufficio XV – Ufficio Scolastico Regionale Sicilia
Umberto Palma Presidente Comitato regionale UNICEF – Sicilia
Francesco Micela Vice Presidente AIMMF (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia)
Caterina Mirto Responsabile AIAF – sez. Palermo (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori)
Maurizio Gentile Psicologo, Coordinatore Osservatorio sul Bullismo – Ufficio Scolastico Regionale Sicilia
Franco Andaloro Coautore del libro “Naviganti allerta”
Corecom Comitato Regionale per le Comunicazioni
e-mail: corecom@regione.sicilia.it

 
SICILIA – Intervista al Presidente Di Vuolo

A che punto è la situazione del Corecom che da sempre stenta a decollare?
“Il Corecom è una costola dell’Agicom e nel 1997 la legge 249 ha previsto l’Authority per la garanzia delle Comunicazioni. In quel contesto si inserirono anche i Corercom, facendo un ragionamento semplice: tutte le funzioni dell’Agcom dovevano essere gestite sul territorio attraverso appunto i Corecom. Come tutte le regioni la Sicilia per la sua peculiarità di Regione a Statuto speciale ha messo qualche anno in più e la legge istitutiva si è determinata nel 2002. Così tutte le funzioni del vecchio Corerat passarono al nuovo organismo che acquisì anche le funzioni attribuite dall’Agcom, attraverso accordi di programma quadro nel 2002 e nel 2008. Ora vi sono state delle difficoltà interpretative delle competenze e dell’istituzione da cui dovevano dipendere a livello regionale: secondo la legge istitutiva del 2002 il Corecom veniva nominato dal presidente della Regione. Nel 2007 l’allora presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ipotizzò di far passare questo organismo sotto l’egida dell’Ars, come del resto già avveniva nelle altre regioni italiane in cui i Corecom dipendevano dai Consigli regionali.
La modifica in Sicilia è avvenuta a metà: si è pensato a cambiare gli articoli relativi alle designazioni. I componenti che sono 6, più il presidente, ora sono nominati dal presidente dell’Assemblea regionale e poi il governatore ratifica con un decreto, ma la struttura doveva essere dipendente dell’Ars. Invece i dipendenti a supporto del Corecom provengono dagli organici della segreteria generale Regione siciliana.
Quando un organismo deve dialogare con due soggetti ha indubbiamente maggiori difficoltà ad ottenere i risultati che hanno ottenuto gli altri Corecom. Io sono stato nominato a novembre del 2010 e ho deciso di emettere delle delibere la prossima settimana e non di fare dei semplici verbali per l’acquisizione delle cosiddette prime deleghe, per mettere in moto il meccanismo del Corecom stesso.
Io non ho intenzione di fare politica e quindi non mi interessa alcun tatticismo, ma a me interessa che i 2.500 euro che percepisco portino ad un risultato. Inoltre le casse della Regione sborsano 130.000 euro l’anno e nel momento in cui nei prossimi mesi non si avvierà il Corecom, chiederò provocatoriamente che venga soppresso. In momenti di tagli e di risparmi sembrerebbe inverosimile mantenere in vita un organismo senza che effettui alcuna attività”.
Quale è la differenza tra prime deleghe e seconde deleghe?
“Nell’accordo di programma quadro siglato nel 2008 fra Agcom e i presidenti delle Regioni e delle Assemblee regionali si è verificato che alcune Regioni come la Campania, la Sicilia e la Basilicata stentavano a far decollare i Corecom e si è stabilito di dividere le funzioni di questi organismi in due fasce: la prima più leggera per poter ingranare piu facilmente e poi una seconda fascia per acquisire ulteriori funzioni una volta avviato il percorso del Corecom stesso.
Tra le funzioni della prima fascia vi è la conciliazione. Il cittadino che ha un problema con un gestore telefonico oggi si deve rivolgere all’Agcom, con dispendio di soldi ed energia. Noi potremmo dare questo servizio, gratuito per il cittadino, almeno nella prima fase della controversia.
E non è un servizio da poco perché in regioni popolose come la Sicilia arrivano ogni anno 5/6 mila richieste di conciliazione. E ci vorrà anche una struttura adeguata ed un aumento di personale. E qui si creerà il problema di quale istituzione interpellare, se l’Ars o la Regione.
Ho incontrato la scorsa settimana il segretario generale Bologna dal quale ho avuto assicurazione che, considerata la particolarità sia della regione che della problematica stessa, delle conciliazioni, mi darà la possibilità di suddividere le istanze su base provinciale, magari attraverso gli Uffici provinciali del lavoro utilizzandone il personale e risparmiando denaro per i viaggi dei cittadini che devono presentare le istanze a Palermo”.

Digitale terrestre: il Ministero vuole anticipare l’attivazione in Sicilia entro il 2011

Cosa succederà con l’avvento del digitale terrestre?

“Il digitale dovrebbe arrivare nel secondo semestre del 2012, ma è stata fatta una ipotesi di anticiparne la data. Il ministro dello Sviluppo economico ha inviato una lettera alla Presidenza della Regione con la richiesta di anticiparne la data al 2011. Operazione alla quale ho risposto con una lettera inviata al governatore nella quale chiedo di non soprassedere all’anticipazione della data. Infatti vi sono alcuni Comuni che gestiscono le concessioni che dovrebbero stanziare i soldi per l’adeguamento al digitale terrestre, ma non hanno le risorse finanziarie e quindi molti paesi della Sicilia si troverebbero a non vedere diversi canali. Inoltre vanno adeguate anche le antenne condominiali e si sta verificando il fenomeno che alcuni tecnici hanno chiesto cifre spropositate.
Mi sto attivando per tutelare i consumatori e trovare un criterio per calmierare i prezzi, come un prezziario a cui i tecnici si devono attenere. E per questo ho già organizzato incontri con le associazioni di categoria. Il problema dell’anticipazione del digitale, è ormai argomento pubblico, deriva dal fatto che il ministro Tremonti, nel Patto di stabilità ha già previsto l’incasso di 2400 miliardi di euro dalla vendita agli operatori di telefonia mobile delle frequenze che si libereranno dopo il digitale. Con un ritardo avverrebbe un mancato riscontro ad una ipotesi di bilancio triennale”.

Da: Quotidiano di Sicilia

 

 
SICILIA: tv digitale, il governo stringe i tempi

Romani scrive a Lombardo: “Anticipiamo al 2011”. Il Corecom: si rischia il caos

Ciro Di Vuolo, presidente Corecom Sicilia

Il Governo nazionale vuole anticipare al 2011 l’avvio del digitale terrestre per le tv in Sicilia, ma l’isola non è pronta e si rischia un flop: con alcune zone, specie quelle montane che potrebbero rimanere al buio, il caos nei condomini che non hanno modificato le antenne e molte emittenti private che rischiano di chiudere non hanno i fondi per cambiare tutti i ripetitori entro l’anno, considerando che anche due colossi come Rai e Mediaset difficilmente riusciranno a modificare i lori 200 impianti nei prossimi mesi. Ma c’è di più nell’isola i tempi potrebbero allungarsi perché per ogni grande ripetitore da adattare al digitale occorre chiedere l’autorizzazione al Comune, all’Asp e all’Arpa. Per questo la Regione deve subito intervenire, facendo da raccordo tra tutti gli enti coinvolti e le emittenti locali, evitando così disservizi agli utenti, dice il presidente del Corecom Sicilia, Ciro Di Vuolo.

Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo Economico,

Le intenzioni del governo nazionale comunque sono chiare e viaggiano su una lettera del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, che annuncia al governatore Raffaele Lombardo la volontà di anticipare il digitale nell’isola al 2011. In un primo momento in Sicilia, Umbri, Toscana e Calabria, il passaggio era previsto al 2012. Ma a Roma adesso hanno fretta. Il motivo? Il ministro Giulio Tremonti nell’ultima finanziaria ha previsto entrate per 2,4 miliardi di euro dalla vendita della società di telefonia mobile delle frequenze che saranno liberate in Italia con il passaggio al digitale terrestre. Peccato però che per poter mettere all’asta le frequenze, occorre che in tutto il paese sia operativo il digitale. Da qui la fretta del Governo nazionale che ha bisogno di fare cassa “ ti confermo le mie intenzioni di passare al digitale terrestre in Sicilia – scrive Romani a Lombardo – di questo anticipo ho già parlato con altri presidenti di regione interessati, e cioè quelli di Umbria, Toscana e Calabria”.

A questa lettera datata 9 giugno scorso, il governatore Lombardo non ha mai risposto e la Regione non ha mai attivato nel frattempo nessun tipo di tavolo per coordinare gi interventi, non sapendo nemmeno a chi affidare le competenze, se all’assessorato al Bilancio o se a quello del Turismo. La lettera di Romani è finita lo scorso mese sul tavolo del nuovo Presidente de Corecom, Di Vuolo, che adesso ha scritto una nota al governatore lanciando l’allarme per il rischio caos in Sicilia e chiedendo un incontro con Lombardo: “per le difficoltà nello spegnimento dei vecchi impianti via etere, se si passasse già nei prossimi mesi al digitale rischiando di rimanere al buio intere zone, specie quelle delle comunità montane e dei consorzi dei Comuni ricevendo il segnale tv attraverso vecchi impianti”, dice Di Vuolo, che chiede alla Regione d’intervenire per verificare “se tutte le emittenti private locali possono affrontare il casto di conversione dei ripetitori”, ma anche di “avviare corsi di formazione agli antennisti che saranno chiamati degli utenti per modificare gli impianti domestici”.La Sicilia è impreparata e occorre evitare disservizi agli utenti” aggiunge il presidente del Corecom.

Ma da palazzo d’Orleans ancora nessuna decisione è stata presa, visti anche i difficili rapporti tra Lombardo e il governo Berlusconi, che però ha bisogno di un aiuto da parte della Regione, per lo meno per accelerare l’iter delle autorizzazioni per le modifiche dei singoli impianti, per i quali occorre il via libera da parte del comune competente, ma anche delle Asp e dell’Arpa. Da Roma hanno fretta perché vogliono chiudere la partita per poter mettere all’asta le frequenze, visto che in ballo ci sono 2,4 miliardi di euro. Lombardo è intenzionato a tendere la mano al ministro Romani, ma chiede lo sblocco dei fondi Fas. La partita è aperta.

[fonte: La Repubblica – Sicilia]