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MILLEPROROGHE – 15 milioni in più per radio e tv locali

Arrivano 30 milioni in piu’ al fondo per l’editoria, mentre ulteriori 15 milioni sono destinati alle tv e radio locali. E’ quanto prevede un emendamento al decreto milleproroghe che e’ stato approvato nelle Commissioni bilancio e affari costituzionali. Il voto a favore dei fondi sull’editoria si è rivelato bipartisan, con la sola contrarieta’ dell’Idv.

Con i nuovi stanziamenti il fondo per l’editoria tocca così 166 milioni, di cui 86 sono i residui dello scorso anno.

Leggi l’approfondimento del Sole 24 Ore

Fonti [ASCA]

 
Decreto Milleproroghe: il wifi è libero.

Tra le novità più importanti introdotte dall’ultimo Decreto Milleproroghe promosso dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni nell’ambito delle telecomunicazioni c’è la liberalizzazione del Wi-Fi: da quest’anno sarebbe infatti possibile collegarsi alla reti Wi-Fi pubbliche presenti sul suolo nazionale senza l’obbligo di identificarsi; e nello stesso tempo i gestori di locali pubblici che offrono ai clienti Internet senza fili non devono più chiedere l’autorizzazione al Questore, né registrare l’attività online e l’entità di traffico trasmessa.

Il testo del decreto legge, che notoriamente serve a prorogare o risolvere le disposizioni urgenti entro la fine dell’anno, costituisce un determinante passo in avanti nella possibilità di connettersi in quanto cancella definitivamente le restrizioni imposte dal Decreto Pisanu (introdotte in seguito agli attentati terroristici a Londra del 2005) che rallentavano la diffusione di internet nei luoghi pubblici. Specificatamente è stato abrogato l’Articolo 7 del suddetto Decreto che prevedeva obblighi in capo al fornitore dell’accesso di identificare gli utenti, monitorare le operazioni ed archiviare i dati; è stato inoltre cancellato l’obbligo di chiedere l’autorizzazione al Questore per il punto di accesso, eccetto che per gli internet-point, per i quali invece lo proroga fino al 31 dicembre 2011.

Ma è proprio dall’abrogazione di queste “garanzie” che derivano le uniche critiche ed opposizioni alla nuova libertà di accesso ad internet. Il Decreto Pisanu infatti costituiva un insieme di importanti norme utili sia per rintracciare e perseguire le attività criminose attraverso internet, obbligando il fornitore del servizio ad acquisire i dati anagrafici di chi utilizzava le postazioni; e sia per l’attività preventiva svolta dalla Polizia Postale circa l’analisi dei dati e del traffico internet.

Altra criticità ancora presente nel panorama internet e su cui risulta indispensabile ed urgente intervenire, nonostante i passi in avanti, è la questione dei costi del Wi-Fi: restano infatti immutati i prezzi ed ingente la spesa per navigare fuori casa, rendendo comunque poco accessibile il servizio.

Da qui la grandissima diffusione delle Internet-key e dei cellulari adatti alla navigazione mobile (gli smartphone) che consentono la connessione libera, a fronte però di costi non del tutto accessibili. Sono due milioni e mezzo le famiglie italiane costrette ad accedere alla rete tramite le Internet-key, una cifra esorbitante pari al 21,1% del campione studiato, rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni.

A fronte di tali ed effettive difficoltà ne è derivato una sorta di generalizzato ritardo culturale, anche e soprattutto rispetto ai progressi del resto dei paesi europei per i quali l’accesso ad internet libero non risulta essere una novità così recente.

La novità del Wi-Fi libero introdotta dal Decreto Milleproroghe risulta dunque una scelta che si presentava ormai come indispensabile ed inevitabile, consentendo all’Italia di entrare finalmente in Europa anche per quanto riguarda l’ambito della connessione senza fili, e andando ad incidere direttamente e positivamente sulla vita quotidiana di cittadini e sul sistema-paese in generale.

La liberalizzazione del Wi-Fi potrebbe costituire, quindi, secondo una visione più lungimirante, un decisivo passo nel cammino per l’introduzione dello stesso nel paniere di beni del Servizio Universale, appunto quell’insieme minimo e definito di servizi indispensabili che deve essere fornito a tutti gli utenti finali a prezzi abbordabili.

Dunque “WiFi libero” non significa ancora “Wifi gratis”, ma sicuramente potrebbe costituire la realizzazione del sogno di rendere più democratico l’accesso ad internet.

 
ANSA/MILLEPROROGHE: tagli a sostegno dell’editoria, è polemica

VIA 50% FONDI E AZZERAMENTO SU TV LOCALI. FIEG, SCELTE ARBITRARIE

(ANSA) – ROMA, 22 dic – Un dimezzamento dei contributi a sostegno dell’editoria, da 100 a 50 milioni, e un azzeramento dei 45 milioni di euro previsti a sostegno dell’emittenza televisiva e radiofonica locale: sono queste le misure contenute nel decreto Milleproroghe, che dall’editoria e dall’emittenza locale ha così recuperato una quota da assegnare per il 2011 al ripristino del 5 per mille. E l’editoria, e una parte del mondo politico, è in agitazione.

‘Resto attonito e non posso non sottolineare che un tale modo di procedere evidenzia l’arbitrarieta’ di scelte politiche non coerenti e il totale disinteresse per chi amministra aziende in gravi situazioni finanziarie”, è questo il duro commento di Carlo Malinconico, Presidente della Federazione degli editori giornali che sottolinea come ”la Fieg non si e’ mai arroccata su posizioni d’indiscriminata difesa dei contributi, ma che con 50 milioni ben si sarebbe potuto avviare un processo riformatore dell’editoria a vantaggio di tutte le aziende. Se questo taglio dovesse essere confermato – aggiunge Malinconico – il Governo almeno adotti criteri piu’ stringenti e selettivi per l’ammissione ai contributi diretti”.

Non solo ma, ancora nell’incertezza dei provvedimenti assunti, se il taglio fosse del credito d’imposta sulla carta previsto dalla legge di stabilità pubblicata ieri nella Gazzetta ufficiale, il danno, a giudizio di Malinconico, ‘‘sarebbe ancora più grave di quello paventato con la riduzione dei contributi diretti“.

‘Senza dubbio questo potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo Berlusconi all’emittenza locale, che potrebbe portare al definitivo tracollo del comparto gia’ messo a dura prova da una serie di azioni attuate proprio attraverso la Legge di stabilità recentemente approvata dalle Camere”, sottolinea Frt, l’associazione che raggruppa le tv locali, mentre la Federazione Nazionale della Stampa Italiana parla di ”governo schizofrenico” e di ”vendetta politica” e si augura ”di essere smentita nelle prossime ore” su ”un nuovo taglio che adottato come uno scippo con destrezza sarebbe un pubblico delitto”.

E’ un grave errore – ha detto Francesco Soro, presidente del Coordinamento Nazionale dei Corecom, gli organi regionali di garanzia e controllo sulle telecomunicazioni. Il taglio delle risorse rischia di pregiudicare la rivoluzione digitale’‘.

Se davvero sono stati tagliati questi fondi, si tratterebbe di un vero e proprio ceffone dato sotto l’albero da Tremonti – dice Vincenzo Vita del Pd. Sono a rischio almeno cento testate, la metà proprio a rischio chiusura, a almeno 4 mila posti di lavoro”. Per Art.21 si ”conferma così l’ostilità dell’esecutivo nei confronti di tutte quelle voci che non obbediscono alla logica del conflitto di interessi’‘. ”Il governo ha mantenuto gli impegni e ha messo nel decreto milleproroghe l’intera copertura per il cinque per mille – sottolinea Lupi -. Mi sembra una conquista non del centrodestra o del centrosinistra ma di tutti i cittadini’‘.

(ANSA).