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CORECOM PROVINCIA DI TRENTO – “Media e Minori” politiche sociali per un utilizzo consapevole delle vecchie e nuove tecnologie mediali

Trento, 8 giugno 2013 – Aula “Beniamino Andreatta” Facoltà di Sociologia – Università di Trento

Iniziativa del Corecom Provincia di Trento sull’utilizzo consapevole delle tecnologie mediali da parte dei minori. Durante l’incontro, con la partecipazione di Enrico Paissan (Presidente Corecom Trento) Bruno Dorigatti (Presidente del Consiglio Provincia di Trento) e Maria Pia Caruso (AGCOM) verrà illustrata la ricerca effettuata da Marino Livolsi, Federico Bortolini e Roberto Lillini dell’Università Vita Salute San Raffaele, cui seguirà un’interessante discussione alla presenza di Filippo Lucci (Presidente Coordinamento Nazionale Corecom) Carlo Buzzi (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento) Mauro Cristoforetti (Cooperativa Educazione e Diritti dell’Infanzia per SAVE THE CHILDREN) e Nicola D’Angelo (già commissario AGCOM).

 
EMILIA ROMAGNA: Media, diversità e razzismo nello sport

MARS – MEDIA AGAINST RACISM IN SPORT

Incontro nazionale sui media

Media, diversità e razzismo nello sport

Italia, 30 novembre – 3 dicembre 2011

LUOGHI E DATE

Italia (Bologna) – dal 30 novembre al 3 dicembre 2011.

Francia (luogo da confermare) – fine aprile / inizio maggio 2012 (date da definire).

Romania (luogo da confermare) – maggio 2012 (date da definire).

Finlandia (luogo da confermare) – giugno 2012 (date da definire).

Belgio (luogo da confermare) – settembre 2012 (date da definire).

CONTESTO

Attraverso la selezione delle fonti, dei soggetti e del modo di trattare le informazioni, i media influenzano l’agenda pubblica (a che cosa pensare) e la percezione degli avvenimenti (come pensare). Per questo motivo, un’informazione davvero inclusiva è cruciale per la coesione sociale e la partecipazione democratica. Tuttavia, come dimostrato da numerose ricerche, il panorama mediatico europeo vede alcuni soggetti fortemente sotto-rappresentati, se non esclusi, come le donne, gli immigrati e le minoranze etniche, i disabili, le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT).

Il MARS (Media Against Racism in Sport1) è un programma congiunto dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, che mira a promuovere la non-discriminazione e l’espressione della diversità nella copertura mediatica sportiva. Lo sport rappresenta infatti un’area importante per la costruzione della coesione sociale, oltre ad essere uno dei settori di investimento principali dell’industria mediatica. Attualmente, tuttavia, la copertura mediatica sportiva non riflette la diversità sociale e culturale e non assicura equità per tutti.

Il MARS vuole incoraggiare modalità innovative di produzione mediatica che possano essere riprodotte in tutti i settori dei media. A tal fine, il MARS offre ai professionisti dei media (studenti di giornalismo e praticanti, giornalisti, manager dei media, ecc.) la possibilità di partecipare a varie attività, in particolare a incontri nazionali sui media, per sviluppare modalità di produzione di contenuti mediatici realmente incisivi.

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LIGURIA – Presentata la ricerca sulla presenza femminile in televisione

Venerdì 8 aprile alle 9.30, nella biblioteca del Consiglio regionale (via D’Annunzio 38 – Genova), sono stati presentati i risultati di una ricerca sulla rappresentazione femminile nella tv privata locale. La ricerca ha analizzato, per una settimana campione (dal 20 al 26 settembre 2010), televendite, telegiornali e programmi di informazione di sette emittenti televisive liguri: Primocanale, Tele Liguria Sud, Telecity, Telegenova, Teleliguria, Telenord, eleradiopace TV, comparando la rappresentazione televisiva femminile con quella maschile.

L’indagine, commissionata dal Comitato regionale per le Comunicazioni della Liguria , è stata curata dall’Osservatorio di Pavia Media Research.

I risultati della ricerca, illustrati dalla Dott.ssa Monia Azzalini, dell’Osservatorio di Pavia  evidenziano che nelle tv locali le donne sono rappresentate, sia a livello professionale, sia rispetto ai contenuti legati a tematiche del mondo femminile, in maniera sostanzialmente inferiore rispetto agli uomini.

In particolare nelle televendite è evidente il ruolo marginale riservato alle donne, che hanno il ruolo di testimoni o modelle nel 57,3% dei casi, mentre la funzione di esperto è a totale appannaggio maschile. La conduzione registra un “apparente” equilibrio di genere: le donne rappresentano il 51,1% dei conduttori di televendite in video e il 39,1% delle voci fuori campo. Nel 18,2% le televendite sono rivolte soltanto a donne, mentre nel 6,8% esclusivamente agli uomini, nonostante nell’88,6% vendano prodotti destinati a entrambi i generi. In particolare, le donne sono le destinatarie del 60% delle televendite di prodotti per il fitness e il dimagrimento, con un’ampia diffusione di stereotipi ad azione rinforzante (29,5%).

Nei telegiornali la situazione migliora: la conduzione è affidata per il 39,7% dei casi a giornaliste. Si tratta di una percentuale rilevante, sebbene al di sotto di quelle registrate da altre ricerche più recenti, che si attestano invece al 50%. Le notizie curate da giornaliste donne sono il 30,9%, circa un terzo del campione analizzato. Le donne si occupano soprattutto di scienza e salute, di questioni sociali e legali e di economia, ma la politica è ancora appannaggio dei colleghi maschi. Alle donne, poi, è affidata soprattutto l’informazione locale, mentre a seguire le questioni di carattere nazionale e internazionale sono soprattutto giornalisti di sesso maschile. Solo nel 19,2% dei casi le donne fanno notizia nelle tv locali e quando accade sono vittime (15,4% contro il 6,8% dei casi maschili).

È di sesso femminile il 50% dei soggetti intervistati come espressione dell’opinione popolare, l’87,5% dei bambini, il 66,7% delle casalinghe/genitori, il 53,7% degli abitanti di paese. L’unica categoria professionale in cui prevalgono, per rappresentanza, le donne è quella degli accademici/educatori/insegnanti (51,2%).

Gli uomini sono più spesso protagonisti (82,3%) o esperti (79,3%) e rappresentano in maniera assai eterogenea tutte le diverse categorie professionali, specialmente quelle che godono di una maggior visibilità: politici (85,4% su 466), rappresentanti di associazioni, incluse quelle sindacali (81,5% su 178), affaristi, economisti, imprenditori (87,4% su 159), sportivi, atleti (95,5% su 110).

Scarsa l’attenzione per le tematiche di genere nelle tv locali, secondo i dati della ricerca: nel corso della settimana monitorata, le tv liguri hanno dedicato solo quattro notizie (su 889 complessivamente registrate) a tematiche pertinenti politiche o normative volte a favorire le pari opportunità di genere in termini percentuali lo 0,4%. Le questioni di uguaglianza o disuguaglianza sono risultate pressoché assenti, riguardando solo l’1,2% dell’informazione, così come notizie di sfida a qualche stereotipo di genere.

Quanto alla presenza di donne nei programmi di informazione, i risultati dimostrano una chiusura maggiore rispetto ai notiziari. Su 852 ospiti o intervistati in esterna solo il 16,3% è di sesso femminile: in sintesi, questo vuol dire meno di una donna ogni cinque uomini.

In questi programmi è poca l’attenzione alle questioni di genere, registrata solo in tre trasmissioni su 148, pari al 2% della programmazione analizzata.

Le conduttrici rappresentano circa un terzo del campione e, nella maggior parte dei casi (40,4%), conducono programmi sportivi – come i colleghi maschi, anche se in quota minore – poi talk show (22,8%), rubriche di approfondimento (14%), programmi d’attualità (10,5%). In questi ultimi tre generi televisivi, la loro concentrazione prevale rispetto a quella maschile, più distribuita su tutti i generi televisivi, laddove le donne, invece, risultano assenti nella conduzione di alcuni format.

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