Archive for aprile, 2011
ABRUZZO – Tv e minori: Corecom e UniTe guardano ai più piccoli

TERAMO – Stamattina presso l’Università degli studi di Teramo si è tenuto uno stimolante incontro volto alla presentazione di un progetto che ha come tema la tutela dei minori da parte delle Tv locali abruzzesi.

Il progetto nasce dal felice incontro tra le esigenze di comunicazione istituzionale del Co.Re.Com Abruzzo (Comitato Regionale per le comunicazioni) e la creatività degli studenti della Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo – spiega Filippo Lucci, presidente del Comitato – ed ha lo scopo di far conoscere entrambe queste realtà al pubblico delle Tv locali della regione, per stimolare in queste ultime una maggiore attenzione ad una corretta informazione e alla sperimentazione di nuovi linguaggi”.

Il sindaco della città, Maurizio Brucchi e il Preside della facoltà di Scienze della comunicazione, il professor Luciano D’Amico, che erano tra le autorità sedute al tavolo dell’aula tesi della Facoltà di giurisprudenza, hanno aperto l’incontro mostrando il più vivo interesse per i problemi critici della tutela dei minori da parte dei media locali, avanzati dai promotori del progetto. Lucci sottolinea, infatti, che è di fondamentale importanza concentrarsi sulle regole da seguire per le emittenti locali. “Con la proposta del progetto ‘C’era una volta un bosco di antenne’, questo incontro vuole anche sensibilizzare – afferma Lucci – gli operatori del settore, invogliandoli a dedicare più spazio a programmi per bambini. Co.Re.Com e la Facoltà di Scienze della comunicazione ha intenzione di fornire formati Tv modello, come questo”.

“Il progetto ‘C’era una volta un bosco di antenne’ – interviene il professor Gabriele D’Autilia, coordinatore del lavoro insieme al professor Andrea Sangiovanni – sarà realizzato interamente dagli studenti, che si metteranno alla prova e che dimostreranno, a discapito di quel che si dice spesso nelle alte sfere, che la Facoltà di Scienze della comunicazione è una Facoltà valente”.

La puntata zero, ‘Smarriti in un bosco di antenne’, realizzata dagli studenti del master di giornalismo dell’Università di Teramo, racconta bene la funzionalità dello stesso progetto: è un breve viaggio tra le antenne abruzzesi in cui i minori raccontano il loro punto di vista attraverso gli schermi, ovvero che cosa amano e che cosa detestano, che cosa gli fa paura e che cosa li fa ridere. Dall’altra parte poi ci sono le opinioni degli adulti, dei direttori delle principali antenne abruzzesi, che descrivono la difficile sfida di raccontare il mondo ad un bambino.

Durante il successivo dibattito in cui sono intervenuti Maria Pia Caruso, responsabile dell’Ordine dell’Ufficio Gabinetto AgCom, Ida Cortoni, Coordinatrice dell’osservatorio Media e Minori dell’Università “La Sapienza” di Roma, Alfredo Giovannozzi, direttore di Teleponte, Elisa Manna del Comitato Media e Minori, Gianfranco Noferi, direttore RaiSat Ragazzi e Anna Maria Cappa Monti, presidente del Comitato Unicef Abruzzo, sono state illustrate ed analizzate le maggiori difficoltà che i media locali affrontano ogni giorno nel trattare il delicato tema della tutela dei minori, tutti argomenti snocciolati nelle sette puntate che verranno realizzate nel corso del 2011 di ‘C’era una volta un bosco di antenne’.

I temi spaziano dalla regolamentazione da seguire fino all’etica del giornalista tenendo presente il forte impatto delle immagini e la grande penetrazione delle televisioni. Insomma, il progetto presentato questa mattina nelle aule dell’Università di Teramo e che verrà diffuso attraverso gli schermi di tutte le Tv locali dell’Abruzzo, vuole essere un viaggio nell’identità dell’Abruzzo facendo dei più piccoli i protagonisti.

[fonte: Corriere d’Abruzzo]

 
ABRUZZO: 1mln di euro per il digitale terrestre

Il Presidente Filippo Lucci ha presentato il bando insieme all’Assessore Di Dalmazio

L’AQUILA – Un bando pubblico per la distribuzione di un milione di euro alle emittenti televisive locali per il passaggio al digitale terrestre. È stato presentato questa mattina all’Auditorium di palazzo Silone presso la sede della Regione Abruzzo.

Grazie alla normativa nazionale in merito, infatti, è possibile erogare contributi in regime “de minimis” per agevolare lo switch off, previsto per il prossimo settembre.

Per l’assessore all’Ambiente e Energia, Mauro Di Dalmazio, “questa delibera, licenziata questa mattina in Giunta, ha molteplici funzionalità e va a dare un sostegno significativo alle realtà televisive abruzzesi“.

Il passaggio al digitale – dice Di Dalmazio – comporta un notevole miglioramento dal punto di vista ambientale, con la riduzione delle onde elettromagnetiche. Inoltre, si potranno migliorare le condizioni tecnologiche e la qualità del servizio delle emittenti radicate nel nostro territorio. Le risorse messe in campo sono significative, parliamo di un milione di euro. Insieme al Co.re.com abbiamo ritenuto essenziale per dare un supporto a tutto il sistema televisivo regionale, riducendo di molto anche l’inquinamento ambientale“.

Per l’Abruzzo ci sarà un doppio contributo – ha spiegato presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci – vista la partecipazione della Giunta regionale. Due milioni e 300 mila euro in tutto, tra ministero della Comunicazioni e Regione. Una cifra notevole, se pensiamo che pochissime regioni hanno messo risorse proprie“.

I progetti per il passaggio al digitale verranno finanziati fino al 50 per cento. Una scelta fatta anche per salvaguardare l’informazione locale – ha proseguito Lucci – in un momento in cui diverse regioni hanno visto la chiusure emittenti televisive locali, con la riduzione di posti di lavoro di giornalisti e tecnici”.

Adesso ci aspettiamo – ha concluso – che le televisioni rispettino tutte le regole di tutela dei cittadini, in termini di informazione e di rispetto dei minori. In passato non sempre è stato fatto“.

Al Presidente Lucci arrivano i complimenti di Vincenzo Lanetta, storico titolare di Antenna10. “Finalmente una gestione concreta del Co.re.comha detto – si vede che c’è una conoscenza tecnica delle leggi e del settore televisivo. In questo ultimo anno questo ente ha fatto un salto di qualità senza precedenti“.

 
LIGURIA – Presentata la ricerca sulla presenza femminile in televisione

Venerdì 8 aprile alle 9.30, nella biblioteca del Consiglio regionale (via D’Annunzio 38 – Genova), sono stati presentati i risultati di una ricerca sulla rappresentazione femminile nella tv privata locale. La ricerca ha analizzato, per una settimana campione (dal 20 al 26 settembre 2010), televendite, telegiornali e programmi di informazione di sette emittenti televisive liguri: Primocanale, Tele Liguria Sud, Telecity, Telegenova, Teleliguria, Telenord, eleradiopace TV, comparando la rappresentazione televisiva femminile con quella maschile.

L’indagine, commissionata dal Comitato regionale per le Comunicazioni della Liguria , è stata curata dall’Osservatorio di Pavia Media Research.

I risultati della ricerca, illustrati dalla Dott.ssa Monia Azzalini, dell’Osservatorio di Pavia  evidenziano che nelle tv locali le donne sono rappresentate, sia a livello professionale, sia rispetto ai contenuti legati a tematiche del mondo femminile, in maniera sostanzialmente inferiore rispetto agli uomini.

In particolare nelle televendite è evidente il ruolo marginale riservato alle donne, che hanno il ruolo di testimoni o modelle nel 57,3% dei casi, mentre la funzione di esperto è a totale appannaggio maschile. La conduzione registra un “apparente” equilibrio di genere: le donne rappresentano il 51,1% dei conduttori di televendite in video e il 39,1% delle voci fuori campo. Nel 18,2% le televendite sono rivolte soltanto a donne, mentre nel 6,8% esclusivamente agli uomini, nonostante nell’88,6% vendano prodotti destinati a entrambi i generi. In particolare, le donne sono le destinatarie del 60% delle televendite di prodotti per il fitness e il dimagrimento, con un’ampia diffusione di stereotipi ad azione rinforzante (29,5%).

Nei telegiornali la situazione migliora: la conduzione è affidata per il 39,7% dei casi a giornaliste. Si tratta di una percentuale rilevante, sebbene al di sotto di quelle registrate da altre ricerche più recenti, che si attestano invece al 50%. Le notizie curate da giornaliste donne sono il 30,9%, circa un terzo del campione analizzato. Le donne si occupano soprattutto di scienza e salute, di questioni sociali e legali e di economia, ma la politica è ancora appannaggio dei colleghi maschi. Alle donne, poi, è affidata soprattutto l’informazione locale, mentre a seguire le questioni di carattere nazionale e internazionale sono soprattutto giornalisti di sesso maschile. Solo nel 19,2% dei casi le donne fanno notizia nelle tv locali e quando accade sono vittime (15,4% contro il 6,8% dei casi maschili).

È di sesso femminile il 50% dei soggetti intervistati come espressione dell’opinione popolare, l’87,5% dei bambini, il 66,7% delle casalinghe/genitori, il 53,7% degli abitanti di paese. L’unica categoria professionale in cui prevalgono, per rappresentanza, le donne è quella degli accademici/educatori/insegnanti (51,2%).

Gli uomini sono più spesso protagonisti (82,3%) o esperti (79,3%) e rappresentano in maniera assai eterogenea tutte le diverse categorie professionali, specialmente quelle che godono di una maggior visibilità: politici (85,4% su 466), rappresentanti di associazioni, incluse quelle sindacali (81,5% su 178), affaristi, economisti, imprenditori (87,4% su 159), sportivi, atleti (95,5% su 110).

Scarsa l’attenzione per le tematiche di genere nelle tv locali, secondo i dati della ricerca: nel corso della settimana monitorata, le tv liguri hanno dedicato solo quattro notizie (su 889 complessivamente registrate) a tematiche pertinenti politiche o normative volte a favorire le pari opportunità di genere in termini percentuali lo 0,4%. Le questioni di uguaglianza o disuguaglianza sono risultate pressoché assenti, riguardando solo l’1,2% dell’informazione, così come notizie di sfida a qualche stereotipo di genere.

Quanto alla presenza di donne nei programmi di informazione, i risultati dimostrano una chiusura maggiore rispetto ai notiziari. Su 852 ospiti o intervistati in esterna solo il 16,3% è di sesso femminile: in sintesi, questo vuol dire meno di una donna ogni cinque uomini.

In questi programmi è poca l’attenzione alle questioni di genere, registrata solo in tre trasmissioni su 148, pari al 2% della programmazione analizzata.

Le conduttrici rappresentano circa un terzo del campione e, nella maggior parte dei casi (40,4%), conducono programmi sportivi – come i colleghi maschi, anche se in quota minore – poi talk show (22,8%), rubriche di approfondimento (14%), programmi d’attualità (10,5%). In questi ultimi tre generi televisivi, la loro concentrazione prevale rispetto a quella maschile, più distribuita su tutti i generi televisivi, laddove le donne, invece, risultano assenti nella conduzione di alcuni format.

Scarica la ricerca